Artista sperimentale, Nobili si nutre visivamente dei luoghi della sua terra, intrecciando allo studio della natura, quelli dei paesaggi più “underground” e delle atmosfere decadenti e metropolitane dei reperti industriali; costruisce lavori in cui la dimensione interiore si combina a quella del vissuto quotidiano.
Negli anni ‘90 ha lavorato a New York con diversi fotografi e scultori, presso la Yonkers University ed ha esposto alla West Room Gallery Museum, alla Lobby Gallery, David Gallery, e presso Noel Fine Arts, realizzando i cataloghi No parking Anytime e Bronx.
La curiosità e l’ansia di creare lo spingono a sperimentare diversi linguaggi artistici: dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, fino al video d’arte, come: Biography, Anima Inquieta, Rigetto d’Artista, Campi di Luce, L’ombra della luce, 42° Street, Metamorfosi nello spazio, Catarsi, Percorsi del silenzio e il film L’Impietrata.
Indubbiamente i suoi numerosi viaggi a Parigi, Monaco e soprattutto negli Stati Uniti hanno inciso profondamente sulla sua personalità.
Dalla metà degli anni ‘90 Nobili si è dedicato alla realizzazione di grandi opere scultoree, come La Porta del Tempo (1996), collocata attualmente nella rotatoria all’ingresso del paese di Montelabbate, tra Pesaro e Urbino, Metropolitan Totem (1994, New York), Lacerazioni Urbane (1998, S. Marcello - Ancona) Il Faro dell’anima (2001, Pesaro), Sky-Land Totem (2002, Catania), La Porta dell’Infinito (2008), collocata alle porte della città di Fabriano (AN), Campo di forza (2010), Cingoli (MC).
Inoltre Nobili è stato invitato dal Prof. Miklos Varga all’Accademia di Brera di Milano, per apportare un suo intervento alla conferenza dal titolo “Percorsi artistici”, mentre l’Accademia di Belle Arti di Bologna lo ha invitato per presiedere alla proiezione del suo video: “Leonardo Nobili 1984-2009”.
Nel marzo 2009 il Comune di Montelabbate ha dedicato all’artista concittadino uno spazio d’arte permanente dal nome “Spazio-Nobili” Museum, costituito da un nucleo di opere, che l’artista ha donato alla sua città: lavori che rappresentano parte del percorso artistico di Nobili.
Nei lavori più recenti, la sua arte si fa sempre più espressione di una dimensione interiore che rivela una profonda esasperazione: il vetro frantumato, elemento ricorrente dell’arte di Nobili, impiegato come metafora della frammentarietà dell’esistenza, lascia ora il posto ad immagini che esprimono una lacerazione tutta interiore, una lacerazione dell’anima che è sintomo di un forte disagio. Campeggiano nelle ultime opere immagini di volti deformati, anime che vagano nel caos delle metropoli e che sembrano ritrovare la pace perduta nel silenzio di antichi borghi dimenticati o nel “silenzio dell’arte”.
Il tema dell’inquietudine dell’anima ritorna ossessivamente nei suoi video e nelle sue performances,
Anime inquiete, Il Male di vivere, Purificazione dell’anima, L’urlo di Napoli, in cui l’artista “imprigiona” con una pellicola trasparente corpi di persone dal volto urlante, al limite del deforme, trasmettendo un disperato senso di soffocamento.
Nobili afferma: “Lo sviluppo di una tematica o di una soluzione formale per me è sempre un modo nuovo di interagire con l’energia della realtà e degli oggetti che mi circondano”.
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